Pagine

DISCLAIMER

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 2001. Gli autori, inoltre, non hanno alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite eventuali collegamenti, posti all’interno del Blog stesso, forniti come semplice servizio a coloro che visitano il Blog. Lo stesso dicasi per i siti che eventualmente forniscano dei link alle risorse qui contenute. Il semplice fatto che questo Blog fornisca eventuali collegamenti, non implica una tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi, sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità. E’ stata inserita la moderazione dei commenti , pertanto tutti i commenti inseriti, verranno pubblicati solo previa approvazione degli amministratori del Blog. Le immagini pubblicate, sono quasi tutte da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio, inoltre sono pubblicate senza alcun fine di lucro. In ogni caso, qualora qualcuna di dette immagini, violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarcelo per la relativa rimozione. Gli autori.

giovedì 25 giugno 2026

Se tua figlia dice di scappare, tu scappi!


Quando senti qualche aspirante trapper barra influencer barra streamer chiedere retoricamente a cosa serva la scuola, raccontagli di Tilly Smith, la ragazzina che salvò i genitori e un centinaio di altri turisti che erano con loro a Phuket.

​È il 2004, e gli Smith, coppia benestante della media borghesia inglese, decidono – come il passero migratorio con cui condividono il nome (lo zigolo di Smith) – di sfuggire al rigido e uggioso Natale inglese andando a svernare assieme alle due figlie a Phuket.

​Capito, sì? Io e te a fare da baby-sitter a una baby gang di nipoti in pannolino e baffi da latte, e loro in Thailandia.

​Vabbè, mentre mamma e papà Smith si godono il Santo Stefano sotto il sole, magari sorseggiando qualche succo tropicale locale, la piccola Tilly passeggia sulla spiaggia assieme alla sorellina, meditando magari di annegarla come fanno tutti i fratelli maggiori (è una cosa normale, no? Vi prego ditemi che è normale), quando a un certo punto nota qualcosa di decisamente insolito e sottilmente inquietante: il mare comincia a ritirarsi di botto, lasciando la pochissima acqua rimasta a fare le bolle come la schiuma di una birra.

​Se io fossi stato al posto di Tilly probabilmente il mio primo pensiero sarebbe stato: "Ecco, neanche il mare la vuole 'sta cacacazzi".

​Ma non la piccola Tilly. No. La piccola Tilly va nel panico.

​Perché, ti starai chiedendo?

Beh, è presto detto: neanche due settimane prima la nostra ragazzina inglese aveva assistito a una lezione, con tanto di video, sugli tsunami. Essendo una bimba sveglia, riconosce subito i segnali che sta arrivando la Grande Onda, quella che probabilmente qualche surfista statunitense o australiano aspetta da tutta la vita (o almeno da quando ha visto Point Break, dimenticando, penso, la fine che fa Patrick Swayze alla fine del film) e che bisogna, per dirla alla francese, togliersi dal cazzo.

​Ora il problema è convincere mamma e papà.

Problema minore, se lo chiedi a me: chiamami sessista, misogino o qualunque altro sostantivo ritieni adeguato, ma sono ragionevolmente sicuro che essere portatrici sane di cromosoma XX dia quella marcia in più quando si tratta di persuasione.

​Ora, papà Smith è molto probabilmente meno rincoglionito della media di quello che qualunque moglie penserebbe del marito, e capisce che quelli della figlia non sono capricci: c'è terrore puro nei suoi occhi. Quel tipo di terrore che spingerebbe un padre modello del Sussex a farsi passare per coglione, mandare a cagare qualsiasi imbarazzo sociale e fare non solo bagagli e burattini, ma anche avvisare i bagnini della spiaggia e la sicurezza dell'hotel che la figlia è matematicamente sicura che stia per arrivare uno tsunami.

​E qui avviene quello che io, ateo e orgoglioso di esserlo, non esito a definire miracolo: la sicurezza dell'hotel decide di dare retta a quello che chiunque (io per primo mi vergogno ad ammetterlo) avrebbe bollato come il delirio di una ragazzina non abituata al sole del luogo, di evacuare la spiaggia e di spostare ai piani alti della struttura gli occupanti.

​Quel giorno la spiaggia di Maikhao fu l'unica a non registrare nessuna vittima: merito di una ragazzina inglese attenta alle lezioni, un padre pronto a dar retta alla figlia e ad Andrew Kearney, l'insegnante della piccola.

​Se tutto questo non è sufficiente a convincerti dell'importanza di una buona istruzione, facciamo così: vai a farti una bella vacanza sulla spiaggia di qualche località prossima ad una faglia, e se come spero avrai dimenticato come geographicamente riconoscere i segni dell'approssimarsi di uno tsunami, diventando così l'artefice della tua stessa dipartita, dalla nuvoletta in cui finirai mi vedrai brindare all'eroico sacrificio di una testa di cazzo che ha deciso di limitare la propagazione dell'idiozia in pieno stile Darwin Award.

lunedì 22 giugno 2026

Scopro l'arte mentre fuggo dall'afa

Chi mi conosce sa che il mio senso dell'arte si distingue dal resto della massa per una sua caratteristica abbastanza peculiare: la sua assenza.
No, sul serio: a malapena riesco a distinguere un dipinto a olio da un acquerello, e in tutta sincerità non riesco a cogliere la differenza concettuale fra l'attaccare una banana con lo scotch al muro e il disegnare organi genitali maschili nei cessi pubblici (anche se ho il sospetto che gli autori volessero in quel caso esprimere una certa qual omosessualità latente).
Però c'è sempre qualcosa che riesce sempre a destare la mia attenzione: gli stencil di Banksy (ancora mi mordo le mani per non essere riuscito a vedere la sua Dismaland), o le installazioni a tema spaziale di Tom Sachs.
L'ultimo che è riuscito a suscitarmi un interesse genuino è Erik Segantini, le cui opere nel momento in cui scrivo sono esposte in uno spazio espositivo nato da quello che era un negozio del centro commerciale che attualmente frequento (più per scappare un po' dall'afa che mi segue come una nonna con il plaid di flanella per non farti prendere freddo che altro): mi riferisco in particolare a una particolare via di mezzo fra scultura e dipinto fatta con mezzi di recupero, che però creano ritratti davvero interessanti.
Da quello che ho capito usa Instagram per farsi conoscere: peccato che per disintossicarmi dai social lo abbia disinstallato.
Un giorno di questi dovrò dire due paroline a quattr'occhi con Mark Zuckerberg: se solo il suo algoritmo mi avesse suggerito gente come Erik invece di no-vax fascio vegani (in che modo contenuti del genere "possono interessarmi" non l'ho mai capito) probabilmente ora avrei qualcosa di più interessante da vedere quando vado al cesso.

sabato 13 giugno 2026

Scary Movie: quando l'unico pregio è l'intervallo


Ho visto l'ultimo Scary Movie.

​Com'era? Mettiamola così: se in una sala che può ospitare un centinaio di persone ti ritrovi a fare parte degli unici sette/otto presenti alla proiezione, beh, difficilmente stai per assistere a qualcosa di non dico memorabile, ma che almeno non ti faccia pensare al fatto che hai speso gli ultimi soldi che avevi sul conto per vedere una stronzata senza meditare il suicidio.

​Non che mi aspettassi chissà quale capolavoro, eh? Sarebbe come vedere Cracco che va da McDonald's e sentirlo elogiare l'equilibrio tra i sapori e la qualità degli ingredienti di un Big Mac.

​La trama? Davvero mi stai chiedendo di descrivere la trama di un film la cui unica ragion d'essere è prendere spezzoni di altri film e renderli ridicoli (ora che ci penso sembra quello che faccio io con GarageBand)? Vabbè, diciamo che non è pervenuta.

​Le interpretazioni? Di cui sopra, ma oh, in tutta sincerità mi sa che gli attori stessi hanno realizzato in cosa si stavano impelagando.

​E questi erano i difetti. Vogliamo parlare dei pregi? Ce n'erano addirittura tre:

  1. Tutta la scena animata di Shorty che rifà il verso a K-pop Demon Hunter cantando della sua fattanza. No davvero: ho intenzione di scaricarla per metterla prima di andare a lavorare;
  2. La scena finale: oh, a me Anna Faris ha sempre fatto sangue, e riuscire a vedere il suo lato B (ammesso che non fosse una controfigura, ma in ogni caso tanto di cappello) mi ha risollevato il morale;
  3. L'intervallo: perché mi ha permesso di andare al bagno a smaltire gli effetti che la visione mi stava causando.

venerdì 12 giugno 2026

Fame chimica e sprezzo del pericolo

Si definisce "fame chimica" uno stato di insaziabile appetito conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti a base di cannabinoidi di tipo "leggero" (definizione ormai desueta in quanto azzerata dal parlamento, che ha deciso di equipararle a sostanze come cocaina e oppiacei).

Per motivi che non sto qui a spiegare (ma che chiunque abbia quel minimo sindacale di neuroni avrà già intuito) ho una conoscenza di prima mano di questo stato: posso pertanto affermare con relativa certezza che non era per l'assunzione di cannabis che mi sono ritrovato con una fame tale per cui avrei mangiato di tutto. Anche una pizza con l'ananas. 
O una carbonara con la panna.

Sfortunatamente il frigo era vuoto, ad eccezione di un paio di fette di tacchino su cui mi è sembrato di vedere del botulino in procinto di trasferirsi in pianta stabile, e del pesto già aperto da abbastanza giorni da aver cominciato (sospetto) un processo di fermentazione che lo avrebbe portato probabilmente a diventare una qualche sorta di kimchi o kombucha.

Se è vero che a caval donato non si guarda in bocca, ho affrontato il rischio: dopo aver spalmato un velo di pesto su una fetta di Wasa, ci ho schiaffato sopra il tacchino e ho incrociato le dita.

Sono ancora vivo. 

E, nonostante tutto, non era male: potrebbe essere un'idea per un antipasto o un aperitivo.

domenica 7 giugno 2026

Due Spicci D'Ansia

Si può perdere il sonno per una serie a cartoni? 


Ok, e anche "Due Spicci" l'ho finito.
Ed è solo perché sto cercando di traslare la mia asocialità anche online che ho deciso di parlarne solo ora che non è più fra i trending topics.

Non sono qui per fare una recensione, fondamentalmente per due ragioni: 

Primo, ho quasi tutti gli albi a fumetti che ha pubblicato, e quelli che non ho sono solo le raccolte di post del suo blog che comunque avevo già letto prima che diventasse famoso: sono troppo una sua groupie per fare una recensione seria.

Secondo, un mio collega come me appassionato di Michele Rech ha già fatto non una recensione, ma LA recensione: "è una serie che le prime tre puntate ti fanno ridere e le ultime ti fanno piangere".
Ed è tutto quello che c'è da dire al riguardo.

Io di mio potrei dire di averci visto un paio d'etti di "Macerie Prime" e un pizzico di "Scheletri" (forse, e dico forse, qualcosa di "Dodici");

Che mi sono identificato con Sara, che combatte la sua battaglia con Stella in una guerra di gelosia che probabilmente è stata lei stessa a scatenare;

Che darei il mio testicolo sinistro per avere un grammo della fibra morale (e lo scroto foderato di kevlar) di Secco: uno che in pieno territorio nemico va a svuotare una bomboletta di spray al peperoncino in faccia a un malvivente che sta minacciando il suo amico e che (perché non era sufficiente) gli parcheggia una testata sul muso anche se sa che dovrà scappare e passare al tazer perché "è la cosa giusta da fare";

Che ho avuto anch'io la mia Esmeralda per cui ho preso il biglietto aspettando che la fila si muovesse, solo per vederla dare la precedenza a chi mi passava davanti (ora che ci penso è un bene che all' epoca internet fosse solo agli albori: perché mi rendo conto di aver rischiato di diventare un incel), per non comprendere gli struggimenti di Zero;

Che mi sono reso conto di avere qualcosa in comune con Cinghiale, che tiene così tanto alla moglie e ai figli che si tiene dentro un mostro di ansia e paure che la notte lo tiene sveglio in preda al terrore.

Già, Cinghiale.

Uno totalmente devoto alla moglie e ai figli. 

Uno che si fa in quattro a lavoro per fare quadrare i conti.

Che per colpa dell'unica volta che ricorre a un espediente poco trasparente (per pagare la comunione alla figlia) finisce non solo in un mare di merda, ma letteralmente risucchiato in un Maelstrom di suddetta materia fecale.

Per colpa sua non sono riuscito a dormire la sera che ho finito la serie: è già qualche mese che conto letteralmente gli spicci per arrivare al prossimo stipendio, e non ho avuto la sfortuna di avere a che fare con gli strozzini con cui l'ungulato amico di Zero Calcare deve confrontarsi, e il pensiero che uno debba letteralmente scappare con tutta la famiglia per sfuggire ai tagliagole dei cravattari per un unico, singolo sbaglio, beh, diciamo che quella notte l'ho passata insonne al pensiero.



mercoledì 27 maggio 2026

Come ti distruggo l'infanzia: ecco perché ai Ghostbusters dovevano dare l'ergastolo!


Stranger Things ci ha abituato a pensare agli anni '80 come a un decennio a base di sintetizzatori e neon. Ma se ti dicessi che all'epoca si faceva della vera e propria apologia di ecoterrorismo, contrabbando e sequestro di persona? 

Oggi sono qui per distruggere il mito della tua infanzia: perché i Ghostbusters erano dei fottuti criminali!!!"

Ghostbusters è stato il film della mia infanzia, qualcosa che fra film, serie a cartoni e giocattoli in casa mia giocava un derby tutto suo contro le tartarughe ninja. 

Derby che gli anfibi antropomorfi potevano solo perdere: dopotutto quante possibilità possono realisticamente avere spade, bastoni e nunchaku contro dei fucili che sparano laser nucleari? 

Dai, solo quel cosplayer di samurai con la fissa delle lamette che manco un emo di Shredder poteva fare la figura del coltello nel burro con quei quattro.

Se anche tu come me andavi in giro con lo zaino della scuola brandendo l'ombrello come un fucile protonico cantando la canzone di Ray Parker jr (ma intrappolando nient'altro che la promessa di un sacco di botte a ricreazione) sono sicuro capirai il mio disappunto quando, riguardando il film con gli occhi di adulto, i tre eroi del film ne sono usciti fuori tutto fuorché eroici.

Il cliente abitudinario (Ovvero, l'Algoritmo spiegato a un profano)

 Facciamo un gioco, ti va?


Illustrazione in bianco e nero in stile fumetto di un uomo afflitto seduto al bancone di un bar. Un cameriere robot con il grembiule gli serve una brioche vuota e anonima, mentre l'uomo guarda con nostalgia una torta con crema e uvetta dentro la vetrina.

Immagina che sotto casa tua ci sia un bar, che da un paio di giorni a questa parte ha ampliato la scelta di cornetti e brioches con una new entry che per comodità chiameremo Brioche Pretenziosa.


Più per curiosità e noia che per effettivo bisogno di nutrimento mattutino decidi di provarla: è la cosa migliore che tu abbia provato da quando l'essere umano ha concepito il cornetto.


Così una volta che la prendi, poi due, tre e così via diventa il tuo rituale mattutino, con il barista che prima comincia a chiederti: "il solito?" 

E tu ti limiti a fare un cenno con la testa.


Poi smette di chiedertelo, perché tanto ha imparato che a te piace solo la Brioche Pretenziosa: puntuale come i treni quando c'era Lui ogni giorno come entri il barista ti guarda e, approfittando dell'attimo in cui ti sei lasciato distrarre dal nuovo outfit della cassiera ti fa apparire la Brioche Pretenziosa accompagnata dal tuo solito espresso.


Finché non succede qualcosa che mai ti saresti aspettato potesse succedere: la Brioche Pretenziosa ti viene a noia.

L'unico motivo per cui continui a prenderla è solo perché il barista continua a fartela trovare sul bancone e perché effettivamente non c' è altro che ti attiri.


Fino al giorno in cui fra le bombe, le sfoglie e le ciambelle non appare qualcosa di nuovo che a vista pare decisamente invitante: sarà magari quella glassa ancora sciolta ma che sta cominciando ad addensarsi, magari i chicchi di uvetta che navigano nella crema come scialuppe pronte a salvarti da un naufragio fatto di pura abitudine, ma l'istinto è quello di provarla.


Ed è in quel momento che ti giri e vedi sul bancone la solita Brioche Pretenziosa che ti guarda come una moglie guarderebbe il marito sospettando che stia pensando di metterle le corna.


Perché in fondo l'Algoritmo è questo: è il barista che annota con la precisione dell'agenzia delle entrate le tue preferenze e ogni volta ti propone la stessa cosa, contando sul fatto che tu sia troppo pigro non per cambiare, ma anche per cominciare a concepire la possibilità di cercare alternative.


mercoledì 1 aprile 2026

la cariatide

Quando ti dicono che hai un pessimo fiuto per gli affari tu racconta loro di André-Francois Raffray, l'avvocato che acquistò in nuda proprietà una casa da quella che ad oggi è la donna più vecchia mai registrata.

Siamo ad Arles, caratteristica cittadina francese nel 1965.
Il nostro André-Francois è un avvocato quarantasettenne che vorrebbe comprare una casa, possibilmente a buon mercato.
Qualcosa mi dice che non gli sarà sembrato vero quando riuscí a fare firmare un contratto "en viager", una formula simile alla nostra nuda proprietà (fondamentalmente: tu paghi una rendita mensile al proprietario finché vive, poi quando finalmente tira le cuoia, la casa diventa tua) ad una novantenne del luogo.

Novant'anni.
Capisci perché il nostro André-Francois probabilmente pensava di aver fatto l'affare del secolo?

So che non è educato o "politicamente corretto", ma il tizio è un avvocato ed è francese, una combinazione che non mi permette di immaginarlo in altro modo se non col baffetto alla Mefistofele che sghignazza soddisfatto pensando di aver fatto il miglior affare della sua vita: dopotutto, statisticamente parlando, quanti anni ancora potrà vivere 'sta cariatide?
Spoiler: tanto, ma André ancora non lo sa.

Quando però jeanne_calment, la vecchietta in questione, spegne 100 candeline, nella testa del nostro azzeccagarbugli comincia a farsi prepotentemente strada il pensiero che FORSE l'affare si rivelerà assai meno vantaggioso di quello che pensava.

D'altronde la nostra Jeanne è nata nel 1875, ha partecipato ai funerali di Victor Hugo, ha conosciuto Vincent Van Gogh (che descrisse come "sporco, mal vestito e sgradevole", oltre che "brutto, scortese e malato"), secondo te a una così potevi fregarla tanto facilmente?

Il nostro André-Francois muore nel 1995, senza mai riuscire a mettere piede nella casa per cui stava pagando 2500 franchi al mese da trent'anni a Jeanne, che ad aggiungere ulteriore beffa fumava, beveva vino e mangiava cioccolata alla faccia dell'avvocato e della moglie, che alla morte del marito dovette continuare a versare la retta fino alla morte di Jeanne nel 1997, finendo col pagare l'appartamento il doppio del suo valore.

Morale della favola: se pensi di poter fare l'affare del secolo scommettendo sulla morte di qualcuno, assicurati di non essere tu a morire per primo.

martedì 17 febbraio 2026

Ho chiesto a ChatGPT di spiegarmi la Riforma della Giustizia (perché io non ci ho capito nulla)

OCCHIO: Questo post è il risultato di un esperimento personale tra un cittadino curioso (e dichiaratamente di parte) e un'Intelligenza Artificiale. ChatGPT non vota, non ha tessere di partito e non va a cena con i magistrati. Se non siete d'accordo con l'analisi, prendetevela con i suoi algoritmi o, meglio ancora, portatemi dei dati reali che smentiscano il "vuoto cosmico" di cui sopra. I commenti offensivi verranno cancellati A PRESCINDERE.




A marzo si vota per questa benedetta riforma sulla separazione delle carriere.

Siccome non voglio passare per quello spudoratamente di parte (spoiler: lo sono, ma se a votare "si" sono una combriccola di condannati in via definitiva se permettete qualche dubbio me lo riservo ) ho deciso di andarmi a leggere il testo integrale della riforma.

Così tanto per poter dire di essermi informato prima di mettere la crocetta come un qualunque analfabeta, mi sono andato a leggere gli articoli così come vengono riportati sulla gazzetta ufficiale e... non c'ho capito un'infiocchettata: colpa probabilmente della mia disattenzione a scuola quando spiegavano Diritto, o magari faccio semplicemente parte di quel 28-35% di analfabeti funzionali che faticano a capire quello che leggono.

Visto che non conosco nessuno che sappia spiegarmi bene il testo su cui tutti in TV stanno usando le nostre sacche scrotali come punchingball ball senza passare obbligatoriamente per la tifoseria politica ho fatto quello che (presumo) nessuno abbia fatto: ho chiesto a ChatGPT.

So che è un argomento scottante ma voglio subito mettere in chiaro una cosa: NON HO CHIESTO A CHATGPT COSA VOTARE.

Gli ho solo chiesto di analizzare il testo della riforma e:
  • riassumerla in modo che sia comprensibile anche da chi ha a malapena la licenza media;
  • individuare i presupposti (impliciti ed espliciti) e di verificarli, evitando accuratamente giornali di parte (qualunque parte), blog ed opinionisti: solo fonti ufficiali e imparziali;
  • spiegare chiaramente chi ne trarrà maggiore beneficio;
  • esporre chiaramente i fatti VERIFICATI, le IPOTESI e le POSSIBILI CONSEGUENZE.
Se per caso dovesse interessare a qualcuno il prompt che ho usato lo trovate qui, mentre il testo della riforma e qua

Questo è quello che mi ha risposto: mi sono preso la libertà di evidenziare i passaggi che per me sono importanti:

🧱 FASE 1 — RIASSUNTO SEMPLICE

In parole povere, questa riforma fa tre cose grosse:

✅ Divide i magistrati in due carriere separate

giudici (chi decide le sentenze)

pubblici ministeri / pm (chi accusa)

Oggi fanno parte dello stesso “corpo” e possono passare da un ruolo all’altro.
Con questa riforma non potranno più farlo.


✅ Crea due Consigli Superiori della Magistratura

Invece di un solo CSM, ce ne saranno due:

uno per i giudici

uno per i pm

Entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica.

Oggi esiste un solo Consiglio Superiore della Magistratura.


✅ Cambia come vengono scelti i membri dei due CSM

⅓ sorteggiati da una lista di professori di diritto e avvocati (lista fatta dal Parlamento)

⅔ sorteggiati tra magistrati della rispettiva carriera

Quindi:

👉 niente elezioni interne
👉 molto più sorteggio


In sintesi brutale:

giudici e pm diventano due caste separate

ognuno ha il suo “governo interno”

aumenta il peso del Parlamento nella composizione iniziale delle liste

diminuisce l’autogestione della magistratura


🧠 FASE 2 — PRESUPPOSTI DELLA RIFORMA

Il testo NON li dichiara apertamente, ma li dà per scontati.

Eccoli:

Giudici e pm starebbero “troppo vicini”

Questo metterebbe a rischio l’imparzialità dei giudici

Il sistema attuale di autogoverno non funziona bene

Il sorteggio sarebbe più “pulito” delle elezioni interne

Separare le carriere migliorerebbe la giustizia

Due CSM funzionerebbero meglio di uno


🔍 FASE 3 — VERIFICA DEI PRESUPPOSTI

Qui arriva il bello.

Presupposti 1–6

👉 NON VERIFICABILI

Motivo semplice:

Nel testo della riforma:

non c’è UN dato

❌ non c’è UNA statistica

❌ non c’è UNA fonte ufficiale

❌ non viene citato nessun rapporto dello Stato

❌ nessuna analisi del Ministero

❌ nessun riferimento a inefficienze misurate

Zero. Nada. Vuoto cosmico.

Questa riforma non porta alcuna prova empirica a sostegno delle sue scelte.

Quindi, tecnicamente:

non sono “falsi”

ma sono solo affermazioni politiche implicite

Classificazione onesta:

👉 NON VERIFICABILI


⚙️ FASE 4 — COSA PERMETTE DI FARE

Concretamente:

Diventa possibile:

impedire per sempre a un magistrato di passare da pm a giudice

controllare separatamente le carriere

gestire disciplina e avanzamenti con due organi distinti


Chi prende più potere

Parlamento (decide le liste da cui si sorteggia)

apparati dirigenti delle due carriere


Chi ne perde

magistratura come corpo unico

singoli magistrati (meno mobilità)

CSM attuale (viene smembrato)


Chi è più coinvolto

magistrati

avvocati

imputati

chiunque finisca in tribunale

cioè: tutti, prima o poi


💰 FASE 5 — CHI CI GUADAGNA DAVVERO

Benefici diretti:

vertici delle procure

vertici della magistratura giudicante

politica (più influenza indiretta)

Benefici indiretti:

grandi studi legali

strutture organizzate delle procure

Benefici concentrati, non distribuiti.

Il cittadino medio?

👉 Nessun vantaggio automatico.


🧾 FASE 6 — SEPARAZIONE NETTA

FATTI VERIFICATI

Vengono create due carriere

Nascono due CSM

Aumenta il sorteggio

Il Parlamento entra nel processo

Serve referendum se richiesto


IPOTESI

che così i giudici saranno più imparziali

che il sorteggio riduca le correnti

che la giustizia funzioni meglio

Nessuna dimostrata nel testo.


POSSIBILI CONSEGUENZE

pm più “schierati”

giudici più isolati

sistema più rigido

maggiore distanza tra accusa e giudizio

aumento del peso politico indiretto


🍺 IN BREVE (versione bar)

Il vero problema: la riforma NON dimostra con dati che il sistema attuale sia rotto.

La riforma lo affronta? Solo per scelta politica, non per evidenze.

Chi ci guadagna: apparati giudiziari e politica.

Cosa resta poco chiaro: se questo renderà i processi più giusti o solo più rigidi.

Cosa dovrebbe sapere un cittadino: stai cambiando l’equilibrio della giustizia senza che ti venga mostrata UNA prova che serva davvero.


Oh, sia ben chiaro: se hai letto 'sta roba quello che metterai sulla scheda è qualcosa che riguarda te e solo te, però considerato che questo è un referendum confermativo (leggi: non serve il quorum) almeno presentiamoci.