Si può perdere il sonno per una serie a cartoni?
Ok, e anche "Due Spicci" l'ho finito.
Ed è solo perché sto cercando di traslare la mia asocialità anche online che ho deciso di parlarne solo ora che non è più fra i trending topics.
Non sono qui per fare una recensione, fondamentalmente per due ragioni:
Primo, ho quasi tutti gli albi a fumetti che ha pubblicato, e quelli che non ho sono solo le raccolte di post del suo blog che comunque avevo già letto prima che diventasse famoso: sono troppo una sua groupie per fare una recensione seria.
Secondo, un mio collega come me appassionato di Michele Rech ha già fatto non una recensione, ma LA recensione: "è una serie che le prime tre puntate ti fanno ridere e le ultime ti fanno piangere".
Ed è tutto quello che c'è da dire al riguardo.
Io di mio potrei dire di averci visto un paio d'etti di "Macerie Prime" e un pizzico di "Scheletri" (forse, e dico forse, qualcosa di "Dodici");
Che mi sono identificato con Sara, che combatte la sua battaglia con Stella in una guerra di gelosia che probabilmente è stata lei stessa a scatenare;
Che darei il mio testicolo sinistro per avere un grammo della fibra morale (e lo scroto foderato di kevlar) di Secco: uno che in pieno territorio nemico va a svuotare una bomboletta di spray al peperoncino in faccia a un malvivente che sta minacciando il suo amico e che (perché non era sufficiente) gli parcheggia una testata sul muso anche se sa che dovrà scappare e passare al tazer perché "è la cosa giusta da fare";
Che ho avuto anch'io la mia Esmeralda per cui ho preso il biglietto aspettando che la fila si muovesse, solo per vederla dare la precedenza a chi mi passava davanti (ora che ci penso è un bene che all' epoca internet fosse solo agli albori: perché mi rendo conto di aver rischiato di diventare un incel), per non comprendere gli struggimenti di Zero;
Che mi sono reso conto di avere qualcosa in comune con Cinghiale, che tiene così tanto alla moglie e ai figli che si tiene dentro un mostro di ansia e paure che la notte lo tiene sveglio in preda al terrore.
Già, Cinghiale.
Uno totalmente devoto alla moglie e ai figli.
Uno che si fa in quattro a lavoro per fare quadrare i conti.
Che per colpa dell'unica volta che ricorre a un espediente poco trasparente (per pagare la comunione alla figlia) finisce non solo in un mare di merda, ma letteralmente risucchiato in un Maelstrom di suddetta materia fecale.
Per colpa sua non sono riuscito a dormire la sera che ho finito la serie: è già qualche mese che conto letteralmente gli spicci per arrivare al prossimo stipendio, e non ho avuto la sfortuna di avere a che fare con gli strozzini con cui l'ungulato amico di Zero Calcare deve confrontarsi, e il pensiero che uno debba letteralmente scappare con tutta la famiglia per sfuggire ai tagliagole dei cravattari per un unico, singolo sbaglio, beh, diciamo che quella notte l'ho passata insonne al pensiero.