Facciamo un gioco, ti va?
Più per curiosità e noia che per effettivo bisogno di nutrimento mattutino decidi di provarla: è la cosa migliore che tu abbia provato da quando l'essere umano ha concepito il cornetto.
Così una volta che la prendi, poi due, tre e così via diventa il tuo rituale mattutino, con il barista che prima comincia a chiederti: "il solito?"
E tu ti limiti a fare un cenno con la testa.
Poi smette di chiedertelo, perché tanto ha imparato che a te piace solo la Brioche Pretenziosa: puntuale come i treni quando c'era Lui ogni giorno come entri il barista ti guarda e, approfittando dell'attimo in cui ti sei lasciato distrarre dal nuovo outfit della cassiera ti fa apparire la Brioche Pretenziosa accompagnata dal tuo solito espresso.
Finché non succede qualcosa che mai ti saresti aspettato potesse succedere: la Brioche Pretenziosa ti viene a noia.
L'unico motivo per cui continui a prenderla è solo perché il barista continua a fartela trovare sul bancone e perché effettivamente non c' è altro che ti attiri.
Fino al giorno in cui fra le bombe, le sfoglie e le ciambelle non appare qualcosa di nuovo che a vista pare decisamente invitante: sarà magari quella glassa ancora sciolta ma che sta cominciando ad addensarsi, magari i chicchi di uvetta che navigano nella crema come scialuppe pronte a salvarti da un naufragio fatto di pura abitudine, ma l'istinto è quello di provarla.
Ed è in quel momento che ti giri e vedi sul bancone la solita Brioche Pretenziosa che ti guarda come una moglie guarderebbe il marito sospettando che stia pensando di metterle le corna.
Perché in fondo l'Algoritmo è questo: è il barista che annota con la precisione dell'agenzia delle entrate le tue preferenze e ogni volta ti propone la stessa cosa, contando sul fatto che tu sia troppo pigro non per cambiare, ma anche per cominciare a concepire la possibilità di cercare alternative.

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