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mercoledì 27 maggio 2026

Come ti distruggo l'infanzia: ecco perché ai Ghostbusters dovevano dare l'ergastolo!


Stranger Things ci ha abituato a pensare agli anni '80 come a un decennio a base di sintetizzatori e neon. Ma se ti dicessi che all'epoca si faceva della vera e propria apologia di ecoterrorismo, contrabbando e sequestro di persona? 

Oggi sono qui per distruggere il mito della tua infanzia: perché i Ghostbusters erano dei fottuti criminali!!!"

Ghostbusters è stato il film della mia infanzia, qualcosa che fra film, serie a cartoni e giocattoli in casa mia giocava un derby tutto suo contro le tartarughe ninja. 

Derby che gli anfibi antropomorfi potevano solo perdere: dopotutto quante possibilità possono realisticamente avere spade, bastoni e nunchaku contro dei fucili che sparano laser nucleari? 

Dai, solo quel cosplayer di samurai con la fissa delle lamette che manco un emo di Shredder poteva fare la figura del coltello nel burro con quei quattro.

Se anche tu come me andavi in giro con lo zaino della scuola brandendo l'ombrello come un fucile protonico cantando la canzone di Ray Parker jr (ma intrappolando nient'altro che la promessa di un sacco di botte a ricreazione) sono sicuro capirai il mio disappunto quando, riguardando il film con gli occhi di adulto, i tre eroi del film ne sono usciti fuori tutto fuorché eroici.

Il cliente abitudinario (Ovvero, l'Algoritmo spiegato a un profano)

 Facciamo un gioco, ti va?


Illustrazione in bianco e nero in stile fumetto di un uomo afflitto seduto al bancone di un bar. Un cameriere robot con il grembiule gli serve una brioche vuota e anonima, mentre l'uomo guarda con nostalgia una torta con crema e uvetta dentro la vetrina.

Immagina che sotto casa tua ci sia un bar, che da un paio di giorni a questa parte ha ampliato la scelta di cornetti e brioches con una new entry che per comodità chiameremo Brioche Pretenziosa.


Più per curiosità e noia che per effettivo bisogno di nutrimento mattutino decidi di provarla: è la cosa migliore che tu abbia provato da quando l'essere umano ha concepito il cornetto.


Così una volta che la prendi, poi due, tre e così via diventa il tuo rituale mattutino, con il barista che prima comincia a chiederti: "il solito?" 

E tu ti limiti a fare un cenno con la testa.


Poi smette di chiedertelo, perché tanto ha imparato che a te piace solo la Brioche Pretenziosa: puntuale come i treni quando c'era Lui ogni giorno come entri il barista ti guarda e, approfittando dell'attimo in cui ti sei lasciato distrarre dal nuovo outfit della cassiera ti fa apparire la Brioche Pretenziosa accompagnata dal tuo solito espresso.


Finché non succede qualcosa che mai ti saresti aspettato potesse succedere: la Brioche Pretenziosa ti viene a noia.

L'unico motivo per cui continui a prenderla è solo perché il barista continua a fartela trovare sul bancone e perché effettivamente non c' è altro che ti attiri.


Fino al giorno in cui fra le bombe, le sfoglie e le ciambelle non appare qualcosa di nuovo che a vista pare decisamente invitante: sarà magari quella glassa ancora sciolta ma che sta cominciando ad addensarsi, magari i chicchi di uvetta che navigano nella crema come scialuppe pronte a salvarti da un naufragio fatto di pura abitudine, ma l'istinto è quello di provarla.


Ed è in quel momento che ti giri e vedi sul bancone la solita Brioche Pretenziosa che ti guarda come una moglie guarderebbe il marito sospettando che stia pensando di metterle le corna.


Perché in fondo l'Algoritmo è questo: è il barista che annota con la precisione dell'agenzia delle entrate le tue preferenze e ogni volta ti propone la stessa cosa, contando sul fatto che tu sia troppo pigro non per cambiare, ma anche per cominciare a concepire la possibilità di cercare alternative.