Michael Malloy, il senzatetto che nel 1929 sopravvisse ad antigelo, veleno per topi e investimenti. La scienza dietro l'uomo d'acciaio.
Se non hai mai sentito parlare di Micheal Malloy, Il Rasputin del Bronx, mettiti comodo che qua c'è da farsi due risate (rispetto parlando)
Micheal Malloy era un senzatetto irlandese che nel 1929 sopravvisse a diversi tentativi di omicidio per avvelenamento, investimento e assideramento da parte di cinque conoscenti che volevano intascare i soldi dell' assicurazione sulla vita.
Erano gli anni della Grande Depressione, e il barista di un bar e altri quattro conoscenti ebbero la bella pensata di mettere un' assicurazione sulla vita a qualche povero Cristo e fargli fare una morte "accidentale" per poterne incassare il premio.
Il buon vecchio Micheal a occhio sembrava proprio fare al caso loro: alcolista cronico e senzatetto.
Provarono inizialmente a farlo bere fino all'intossicazione letale, peccato che essendo già di suo un alcolista cronico il suo fegato metabolizzava l'etanolo molto più rapidamente di una persona normale.
Hai presente il detto "il mio aperitivo è il tuo coma etilico"? Probabilmente l'ha inventato lui (o almeno lo ha ispirato).
Provarono quindi a fargli bere dei drink corretti con antigelo, tipo metanolo ed etilenglicole, dimenticando che il solo motivo per cui l'antigelo ti uccide è perché viene metabolizzato in acido ossalico e acido formico.
Anche in questo caso l'alcolismo del buon Micheal corse in suo aiuto: l'etanolo compete con questi veleni per gli enzimi epatici, perciò se bevi in grandi quantità il fegato è più occupato e il veleno viene metabolizzato più lentamente.
Un po' di nausea, un po' di malessere e il giorno dopo era di nuovo al bar a chiedere un bicchierino.
Ci provano allora con la trementina, un solvente industriale che è tossico ma che non sempre è letale: se vomiti subito diminuisci l'assorbimento, senza contare che un fisico malnutrito e abituato a schifezze varie può resistere più del previsto.
E infatti dopo un po' di vomito, diarrea e dolore se lo videro ritornare a bere come se nulla fosse.
Non so voi, ma a me già questo avrebbe fatto capire che FORSE era il caso di lasciar perdere, ma era sempre il 1929, l'anno della Grande Depressione, e i soldi dell' assicurazione evidentemente facevano comodo, perciò ci riprovarono.
Io me l'immagino 'sti cinque che pescano dal cappello il veleno da usare mentre tengono traccia di quelli che hanno già usato.
Stavolta è il turno del veleno per topi, sempre somministrato per correzione del drink: ma anche stavolta a parte in po' di malessere Micheal si ripresentò per il suo bicchierino.
Stavolta una buona parte della sua sopravvivenza fu dovuta a quelli che erano i ratticidi dell' epoca, ovvero lenti e a dosaggio variabile: se l'assunzione non è continua e se il soggetto mangia poco, vomita subito ed è già intossicato dall' Alcol beh, diciamo che non sono esattamente efficaci.
Visto che i veleni convenzionali sembravano inutili qualcuno della cricca pensò a qualcosa di più subdolo: "ragazzi, diamogli un po' di ostriche marce, si piglia una gastroenterite e ci lascia secco".
A parte il fatto che se uno sopravvive alla trementina e all'antigelo non so quanto possano fare peggio dei frutti di mare andati a male, ma considerando che gente che è morta per delle melanzane sott'olio diamogli il beneficio del dubbio.
Diciamo che già di per sé raramente un' intossicazione alimentare può risultare letale ad un corpo umano adulto, ma qui stiamo parlando di uno che è vissuto per anni per strada: probabilmente aveva quello che i medici chiamano intestino da combattimento con microbiota ricercato per crimini contro l'umanità.
A questo punto i cospiratori avranno capito che il veleno non era il modo migliore per accopare un alcolista cronico temprato dalla vita di strada, perciò cominciarono a pensare a dei metodi alternativi.
Provarono inizialmente a lasciarlo nudo al freddo e al gelo del Bronx: si ripresentò al bar il giorno dopo lamentandosi del freddo.
Ho già detto che Micheal era un alcolista cronico?
Allora, che l'alcol scaldi è una leggenda e su questo siamo tutti d'accordo, però è anche accertato che riduce i brividi: se la temperatura non scende sotto una certa soglia c'è la possibilità di sopravvivere.
A questo aggiungiamo il fatto che Micheal era di suo corpulento (niente body shaming): il grasso sottocutaneo gli ha in qualche modo dato una qualche protezione dal freddo.
A questo punto l'esasperazione portò gli aspiranti assassini as un approccio più diretto: investirlo con un'auto.
Indovina? Sopravvisse anche a questo.
Partiamo dal presupposto che un investimento di per sé non è AUTOMATICAMENTE letale, dipende da una serie di fattori quali velocità, punto d'impatto e posizione del corpo.
Oltre a questo ricordiamo (ancora) che Micheal era un forte bevitore, e un ubriaco è più rilassato e potenzialmente in grado di assorbire meglio l'impatto.
Peccato che l'alcolismo non riuscì a proteggerlo dall'ultimo tentativo: avvelenamento da monossido di carbonio.
Li purtroppo falliscono sia fegato che tolleranza e fortuna: si perché il monossido di carbonio si lega all' emoglobina molto più velocemente dell'ossigeno (circa duecento volte più rapidamente), bloccando la respirazione cellulare.
Perciò alla fine c'è l'hanno fatta, ma fossi stato in loro a quel punto lo avrei anche decapitato e bruciato, tanto per essere sicuri.
Non che l'abbiano fatta franca, eh? Dei cinque assassini a quattro diedero la sedia elettrica (ma uno si suicidò prima della sentenza), e a un altro diedero l'ergastolo.
E la cosa divertente è che se Micheal fosse morto al primo tentativo l'avrebbero pure fatta franca!
Io me l'immagino 'sti cinque a pensare "pure da morto ci rompe i coglioni!".

